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15 maggio 2014 - Dipartimento PAU - seminario "Le metafore architettoniche nella poetica antica" Giovanni Lombardo

Dottorato in conservazione dei beni architettonici e ambientali XXVI-XXVIII ciclo

L’analogia tra l’attività del poeta e l’attività del fabbro o del costruttore caratterizza le origini dell’estetica occidentale e la definizione dell’idea di kósmos in quanto struttura ordinata ai fini di un effetto di bellezza. Se la metafora del poeta-fabbro si riscontra solo a partire dal V sec. a.C., la metafora del poeta-architetto o carpentiere risale addirittura alla fase indoeuropea. Già i poeti arcaici (Omero, Esiodo, Pindaro etc.) descrivono il loro modo di procedere attraverso il paragone con le tecniche della carpenteria navale e della costruzione degli edificî: questo paragone si applica tanto alla produzione quanto alla ricezione del testo, giacché serve a illustrare sia l’assetto strutturale, sia gli effetti emotivi e illusionistici di un’opera. In età classica, il paragone si ritrova, in una forma più diffusa ed esplicita, nei trattati di retorica che si occupano di composizione stilistica, elaborando dottrine destinate a influenzare la precettistica vitruviana. La fortuna plurisecolare del confronto tra la poesia e l’architettura è peraltro dimostrata dal ruolo che l’idea composizione assume non solo nelle poetiche medioevali (per es. in Dante) e rinascimentali ma anche nelle riflessioni dei poeti contemporanei (per es. Pound, Valéry).

Giovanni Lombardo insegna Estetica presso il Dipartimento di Scienze Cognitive, della Formazione e degli Studî Culturali dell’Università degli Sudî di Messina. I suoi interessi vertono soprattutto sulla poetica e sulla retorica nell’antichità classica. Tra le sue pubblicazioni: Memoria e oltraggio. Contributo all’estetica della transitività (Aesthetica ed., Palermo 1986), Hypsegoria. Studî sulla retorica del sublime (Mucchi, Modena 1988), Paleoestetica della ricezione. Saggio sulla poesia aedica (Aesthetica ed., Palermo 1995), L’estetica antica (Il Mulino, Bologna 2002; trad. portoghese: A estética da Antiguidade Clássica, Editorial Estampa, Lisboa 2003; trad. spagnola: La estética antigua, Machado Libros, Madrid 2008), La pietra di Eraclea. Tre saggi sulla poetica antica (Quodlibet, Macerata 2006), La traduzione della poesia. Studî e prove (Editori Riuniti, Roma 2009), L’esthétique antique en 50 questions (Klincksieck, Paris 2011), Tra poesia e physiología. Il sublime e la scienza della natura (Mucchi ed., Modena 2011). Ha inoltre tradotto e commentato: Ps. Longino, Il Sublime (Aesthetica, Palermo 1987, seconda ed. 2002; terza ed. interamente rinnovata 2007), Demetrio, Lo Stile (Aesthetica, Palermo 1999) e ha curato l’ed. ital. di W. J. Verdenius, The Principles of Greek Literary Criticism (Leiden 1983 = I principî della critica letteraria greca, Mucchi ed., Modena 2003) e l’ed. ital. di St. Halliwell, The Aesthetics of Mimesis. Ancient Texts and Modern Problems (Princeton 2002 = L’estetica della mimesis. Testi antichi e problemi moderni, Aesthetica ed., Palermo 2010).

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